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La Storia e i Concetti

NewtonFest nasce in seno a LatinaMusicaOggi, associazione di esperienza ventennale che ha iniziato e sviluppato fino ad oggi l'idea di unire forza lavoro musicale nel territorio e di creare nuovi spazi di operatività. Nei primi anni '80 nascono quindi le prime scuole di musica a Latina e dintorni con insegnanti del luogo e non solo, garantendo sempre standard di qualità piuttosto elevati. L'idea stimola anche realtà esterne, vista la notevole partecipazione di allievi addirittura a livello nazionale, facendo nascere, ad opera di allievi più maturi e di genitori della nostra scuola, altre realtà simili in altri contesti territoriali. Oltre al settore didattico LMO interviene sulla produzione, organizzazione e promozione di artisti ed eventi musicali e si afferma principalmente sulla concretizzazione di un'idea generatrice che è il Festival Musica Oggi  e sullo sviluppo centrifugo di attività di interesse pubblico a carattere permanente, il cui obiettivo è sostanzialmente uno: documentare, produrre e distribuire la musica contemporanea. Stiamo parlando proprio della  musica contemporanea, impopolare e per molti reietta, perché per noi, è proprio nel senso di questa musica, che si generano e progrediscono quei meccanismi fortemente dialettici di affermazione e rifiuto, discussione e critica, di promozione e di resistenza delle più varie, che sono la definizione stessa, la base più concreta della sua grande portata di attualità. Ed è proprio per questa attualità che, chiunque viene coinvolto in questo meccanismo, entra a far parte dell'interesse sociale, non soltanto locale ma nazionale ed internazionale. E' in questo contesto che nasce e si sviluppa quello che possiamo definire  senza presunzione il fiore all'occhiello dell'associazione: il Logos Ensemble, gruppo stabile di musica moderna e contemporanea, aperto a contaminazioni trasversali come l'improvvisazione radicale, la riscrittura di musiche popolari o etniche, il rock e quant'altro.Una delle realizzazioni che hanno avuto più successo è stata senza dubbio Zapping tributo al grande Frank Zappa. In questo delirante contenitore c'era veramente di tutto, la musica di Zappa, nostre elaborazioni utilizzando il "metodo zappiano", citazioni colte, "teatro", gags... Altro aspetto forte del Festival è stata la partecipazione di personaggi chiave della scena musicale odierna. Parliamo di artisti come Quintorigo, Daniele Sepe, Emidio Clementi dei Massimo Volume,Paolo Angeli …Ma ritorniamo al concetto di musica contemporanea che ha catalizzato e quasi "monopolizzato" la nostra attenzione fino almeno al '95. Bisogna sottolineare che, in questa fase, il termine musica contemporanea era piuttosto selettivo rispetto a quella che può essere definita una produzione contemporanea a 360°. Qui per contemporanea si intende la musica classica o meglio, colta, che dagli anni '50 si è sviluppata fino ai giorni nostri ed è curioso come questa realtà possa sembrare superficialmente agli antipodi con quella  che stiamo realizzando oggi. E qui entriamo subito nel merito di NewtonFest che abbiamo voluto sottotitolare Festival di musiche contemporanee, ma in un senso molto diverso e più ampio di quello che caratterizzava il nostro lavoro negli anni'80. Oggi stiamo percorrendo questo luogo virtuale in cui la musica colta contemporanea, uscita ormai fuori dalle accademie e dagli auditori, viaggia alle stesse frequenze della sperimentazione musicale del jazz-pop-rock. In questo luogo il compositore dialoga col rocker, l'esperto di elettronica con il dj, il jazzista con il punk, le esperienze di John Cage e Stockhausen si intrecciano con quelle di Nick Cave e Laurie Anderson, per concepire insieme, senza nessuna inibizione o pudore culturale, dei prodotti musicali che immediatamente schizzano fuori da qualsiasi schema e omologazione, in grado di smuovere imprevedibili energie. Della musica colta, queste nuove correnti musicali conservano l'estro di illuminare il sentiero dell'arte contemporanea di imprevedibili stimoli creativi; del pop-rock, conservano la forza magnetica di aggregare schiere di fans ed appassionati cultori. 

La naturalità e la forza di questa convergenza sono felicemente testimoniate dalla collaborazione fra Thurston Moore dei Sonic Youth e Giancarlo Schiaffini, trombonista preferito da Luigi Nono, dagli Zeitkratzer che rileggono Metal Machine Music di Lou Reed in chiave elettro-acustica, dall'ironica e teatrale apologia del silenzio lanciata da Blixa Bargeld in un disco di 2 anni fa, e dall'affermazione del compositore di formazione colta Jim O'Rourke in qualità di stratega dell'intera scena rock sperimentale americana.

Lo Staff e gli Amici

La formulazione del programma è il frutto di anni di ascolti e di contatti portati avanti dal direttore artistico e “marketing promoter” Cristiano Becherucci, ideatore di NewtonFest, coadiuvato da Massimiliano Clemente e Gian Luca Decinti  di arti(e)rumori, quali consulenti artistici per la scena indie sperimentale. Abbiamo lavorato seguendo, da una parte, i nostri interessi musicali e intervenendo parallelamente su un target che fosse si di nicchia, ma il meno snob e limitato possibile. Infatti gli interessi di NewtonFest si rivolgono ad un pubblico vasto di giovani e giovanissimi cultori delle avanguardie sperimentali, il post-rock, il rock industriale, la musica elettronica sperimentale e di tendenza e tutti gli appassionati di musica che non si accontentano di mere convenzioni sonore. Da luglio poi, è partito un flusso di centinaia di mails e telefonate ai principali web magazines, fanzines e riviste del settore per proporre scambi visibilità e sponsorizzazioni di controvalore in pubblicità con risultati ottimi, se hanno risposto positivamente e propositivamente testate tipo Il Manifesto, Internazionale, portali tipo Rockit e Rockol, riviste del settore come BlowUp, Rumore, Rockerilla e World Music e web magazine e fanzine come  Movimenta, Kathodik, Suburbia ,Zabrinsky Point, Girodivite, Rock Targato Italia, Metalmaniacs, Pogopop e veramente tanti altri… Comunque dietro un Festival c’è sempre un organismo abbastanza complesso di competenze e collaborazioni. Quindi vogliamo citare Laura Berna (graphic design), Francesco Ciccone (web master, gestione news e stampa locale), Antonio Zitarelli (selezione e coordinamento gruppi spalla), Maurizio Quattrini (ufficio stampa) e infine Antonio Becherucci (coordinatore organizzativo e direttore amministrativo) e Tiziana Zanuso (segreteria generale). Vogliamo infine ringraziare tutto coloro che, a vario titolo e in varia forma, hanno contribuito allo sviluppo di NewtonFest: Alessandra Barletta de Il Manifesto, Alberto Notarbartolo di Internazionale, Gustavo Giorgi di Legambiente, Claudio Sorge di Rumore, Stefano Isidoro Bianchi di BlowUp, Mario Rivera di Rockerilla, Mirko Spino di Wallace Records, Gianni Santoro di Musica di Repubblica e Enrico Berardi, Teresa e Violetta Berna, Vincenzo Ciotti, PierLuigi Coggio, Marcello e PierMario De Dominicis, Lorenzo Di Masa, Nando D’Orso, Renato Gabriele, Giorgio Manunza, Sandra Montalto, Uccio Milizia, Riccardo Pompili e tanti altri.