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Newton 2002

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Newton Concept esiste un luogo virtuale in cui la musica colta contemporanea, uscita  ormai al di fuori dalle accademie e dagli auditori, viaggia alle stesse frequenze della sperimentazione musicale del jazz-pop-rock. In questo luogo il compositore dialoga col rocker, l’esperto di elettronica con il dj, il jazzista con il punk, le esperienze di John Cage e Stockhausen si intrecciano con quelle di Nick Cave e Laurie Anderson, per concepire insieme, senza nessuna inibizione o pudore culturale, dei prodotti musicali che immediatamente schizzano fuori da qualsiasi schema e omologazione, in grado di smuovere imprevedibili energie. Della musica colta, queste nuove correnti musicali conservano l’estro di illuminare il sentiero dell’arte contemporanea di imprevedibili stimoli creativi; del pop-rock, conservano la forza magnetica di aggregare schiere di fans ed appassionati cultori. La naturalità e la forza di questa convergenza sono felicemente testimoniate dalla collaborazione fra Thurston Moore dei Sonic Youth, Walter Prati, grande esperto di informatica applicata al suono e Giancarlo Schiaffini, trombonista preferito da Luigi Nono, dagli Zeitkratzer che rileggono Metal Machine Music di Lou Reed in chiave acustica, dall’ironica apologia del silenzio lanciata da Blixa Bargeld in un disco di 2 anni fa, e dall’affermazione del compositore di formazione colta Jim O’Rourke in qualità di stratega dell’intera scena rock sperimentale americana. NEWTON porterà in scena i 5 gruppi italiani più interessanti e attivi in questo ambito: A short apnea, Zu, Bartok, Anatrofobia, Starfuckers. Due esponenti della musica colta italiana più aperti al cross-over dei linguaggi: Eugenio Becherucci e Fabrizio De Rossi Re con lo scrittore Edoardo Albinati. E una performance di due grandi dell’improvvisazione, Antonello Salis e Paolo Angeli. E infine, due personaggi internazionali: Wim Mertens, personalità culto del solismo internazionale. Carismatico, intimista, ipnotico, cerebrale, crepuscolare, questi gli aggettivi per definirlo meglio, reso famoso dalle colonne sonore dei film di Peter Greenaway, Pierre Boutron, Paul Cox, ha espresso fin dal suo esordio un carattere assolutamente personale che con le cautele del caso si può assimilare per alcuni versi solo a lavori di Brian Eno, Dan Hartman, Harold Budd o di Michael Nyman. Steve Piccolo, già voce e bassista-compositore-arrangiatore dei Lounge Lizards di John Lurie, newyorkese  da diversi anni residente a Milano,  sarà in concerto accompagnato dal dj giapponese Gak Sato e da Luca Gemma, chitarrista, ex-Rosso Maltese.