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Newton
Concept esiste
un luogo virtuale in cui la musica colta contemporanea, uscita
ormai al di fuori dalle accademie e dagli auditori, viaggia alle stesse
frequenze della sperimentazione musicale del jazz-pop-rock. In questo
luogo il compositore dialoga col rocker, l’esperto di elettronica con
il dj, il jazzista con il punk, le esperienze di John Cage e Stockhausen
si intrecciano con quelle di Nick Cave e Laurie Anderson, per concepire
insieme, senza nessuna inibizione o pudore culturale, dei prodotti
musicali che immediatamente schizzano fuori da qualsiasi schema e
omologazione, in grado di smuovere imprevedibili energie. Della musica
colta, queste nuove correnti musicali conservano l’estro di illuminare
il sentiero dell’arte contemporanea di imprevedibili stimoli creativi;
del pop-rock, conservano la forza magnetica di aggregare schiere di fans
ed appassionati cultori. La naturalità e la forza di questa convergenza
sono felicemente testimoniate dalla collaborazione fra Thurston Moore
dei Sonic Youth, Walter Prati, grande esperto di informatica applicata
al suono e Giancarlo Schiaffini, trombonista preferito da Luigi Nono,
dagli Zeitkratzer che rileggono Metal Machine Music di Lou Reed in
chiave acustica, dall’ironica apologia del silenzio lanciata da Blixa
Bargeld in un disco di 2 anni fa, e dall’affermazione del compositore
di formazione colta Jim O’Rourke in qualità di stratega dell’intera
scena rock sperimentale americana. NEWTON porterà in scena i 5 gruppi
italiani più interessanti e attivi in questo ambito: A short apnea,
Zu, Bartok, Anatrofobia, Starfuckers. Due esponenti della musica
colta italiana più aperti al cross-over dei linguaggi: Eugenio
Becherucci e Fabrizio De Rossi Re con lo scrittore Edoardo
Albinati. E una performance di due grandi dell’improvvisazione,
Antonello Salis e Paolo Angeli. E infine, due personaggi internazionali:
Wim Mertens, personalità culto del solismo internazionale.
Carismatico, intimista, ipnotico, cerebrale, crepuscolare, questi gli
aggettivi per definirlo meglio, reso famoso dalle colonne sonore dei
film di Peter Greenaway, Pierre Boutron, Paul Cox, ha espresso fin dal
suo esordio un carattere assolutamente personale che con le cautele del
caso si può assimilare per alcuni versi solo a lavori di Brian Eno, Dan
Hartman, Harold Budd o di Michael Nyman. Steve Piccolo, già voce
e bassista-compositore-arrangiatore dei Lounge Lizards di John Lurie,
newyorkese da diversi anni residente a Milano, sarà in
concerto accompagnato dal dj giapponese Gak Sato e da Luca
Gemma, chitarrista, ex-Rosso Maltese. |