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L'incontro
fra uno dei più amati trombettisti del jazz moderno e il
nuovo nome dell'ethno jazz contemporaneo è uno di quelli
che possono davvero promettere scintille. Caposaldo dell'unione
artistica fra Paolo Fresu e Dhafer Youssef è la naturalezza.
Quella squisitamente musicale, capace di forgiare i suoni moderni
di uno strumento principe dell'area jazzistica quale la tromba e
quelli magici e per certi versi onirici del "sacro" oud,
il liuto arabo, oggi tanto di moda. Due anime mediterranee capaci
di guardare lontano e di trasmettere e comunicare. Radici "vere"
e dannatamente espressive, ricche dei colori e delle poesie della
Sardegna di Fresu e dei colri e dei silenzi dell'Africa tunisina
di Youssef. Estremamente naturali e dirette, come le cose più
naturali e dirette dei paesaggi musicali raccontati.
Con, in più, l'incredibile estensione vocale di Dhafer, vero
prodigioso motore di un'avventura sonora che ha poche altre similitudini.
"Il concerto si evolve
con tempi molto stesi, con diverse sequenze, lunghe, lente e lievissime
virate jazz, contrassegnato qua e là da improvvise impennate
ritmiche in cui il nucleo africano si schiude ed erompe. L'oud,
colpito in ogni sua parte, così come la tromba e il suo microfono,
fungono da percussione.
La concentrazione è palpabile, i suoni di questi due musicisti
riescono a indurre il pubblico in uno stato di meditazione, quasi
di ipnosi collettiva. Atmosfere mediterranee, improvvisazioni jazz,
lirismo del Nordafrica, sperimentazione a tutto campo: un fascino
avvolgente, il senso pieno di una musica senza confini, visionaria,
autenticamente multietnica..."
"... La tromba, il flicorno e gli effetti "speciali"
di Paolo Fresu insieme all'oud (il liuto arabo) e alla voce di Dhafer
Youssef. I ritmi jazz del musicista sardo intrecciati con suoni
che vengono dalla tradizione Sufi e da altre musicalità mistiche,
aperte comunque alla cultura contemporanea...."
"..."Niente parole - dirà alla fine del concerto
- come i sassi. Usano parole i sassi?"
Loro due come su una piattaforma spaziale a lanciare segnali nello
spazio. E questo prato si ricongiunge al resto del pianeta e le
sponde dell'Africa sembra improvvisamente vicine...."
PRODUZIONE
E ORGANIZZAZIONE Newton
festival di musiche contemporanee e LatinaMusicaOggi |