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Giovedì 28 novembre ore 21.30
Teatro S.Marco di Latina

Newtonfest

Concerto per Garcia Lorca

 

Eugenio Becherucci  chitarra solista

Coro Da Camera  D.Paris  dir. Antonio D’Antò

Orchestra d’archi G.Tartini dir. Antonio Cipriani

Ingresso unico € 8



Il fascino evocativo della chitarra, l'armonia misteriosa ed avvolgente del coro, la capacità esemplare di parlarti e coinvolgerti che ha la voce: sono questi i tre principali ingredienti dello spettacolo “Concerto per Garcia Lorca”. Il grande poeta spagnolo è il filo conduttore della serata, in quanto tutti i brani in programma sono basati o ispirati a sue composizioni poetiche.

Federico Garcia Lorca nasce a Granada nel 1898 e muore fucilato dai franchisti durante la guerra civile, all’età di soli 38 anni. Poeta di estrema sensibilità le sue vicende esistenziali, la sua capacità di dare un rilievo nuovo e “strano” a fatti e personaggi ritenuti banali o addirittura reietti “io sono e sarò sempre dalla parte di coloro che non hanno niente”, il fortissimo potere simbolico del suo linguaggio che colpisce direttamente nel profondo, il recupero e il dare dignità a un patrimonio culturale negato da secoli di pregiudizi, sono solo alcuni degli elementi che lo hanno reso un autentico mito moderno. Ma andando più a fondo, si scopre che  tale capacità creativa gli deriva dal duende, che genera in lui l’ispirazione poetica, che in contrapposizione allo sforzo razionale tendente alla perfezione formale, è perfezione istintiva che coinvolge tutto l’essere,  è passione, è fuoco, è un “potere e non un operare, un lottare e non un pensare”.

Garcia Lorca ebbe un passato chitarristico  che non è noto a tutti e che va ben al di là dello stereotipo andaluso per saldarsi con l'anima più profonda e pensante del cante jondo, in cui confluivano lontanissime eco arabe, ebraiche ed iberiche. Apprese i rudimenti dalla madre e, sebbene passato al pianoforte (sotto la guida di Antonio Segura, un allievo di Verdi), non negò mai la fascinazione universale dei suoni a sei corde, prendendo lezioni, a ventitrè anni, da gitani del Sacromonte di Granada, e sviluppando un notevole talento improvvisativo.

Tre canzoni popolari spagnole "Anda, jaleo"," Nana de Sevilla" e "El cafè de Chinitas" sono prese da un lavoro realizzato da Garcia Lorca, che, da vero etnomusicologo ante litteram, andò a raccogliere questo materiale "sul campo", e lo presentò poi in una raccolta, originariamente per voce e pianoforte, in cui queste melodie sono da lui armonizzate cercando di preservare lo spirito del "cante jondo", ma unendolo alla sua propria sensibilità musicale.

Mario Castelnuovo-Tedesco, nato a Firenze nel 1895 e naturalizzato americano dopo la sua immigrazione forzata negli Stati Uniti nel 1939, a causa delle persecuzioni antisemite. La sua musica si inserisce perfettamente in quel gruppo di musicisti italiani che hanno operato tra le due guerre: Pizzetti anzitutto di cui è stato allievo, ma anche Casella, Respighi, Veretti, tutti musicisti, si potrebbe dire, di modernità moderata.

Tuttavia la sua strada è assolutamente originale, espressione di una personalità delicata e raffinata: lontano dalle problematiche della scuola di Vienna ha perseguito quella che potremmo chiamare la strada italiana verso la modernità: una ricerca di arcaismi che rappresentano un modo originale per svincolarsi dalle pastoie tardoromantiche.

"Romancero Gitano" del 1951, per coro misto e chitarra su poesie di Garcia Lorca, appare una delle sue composizioni più felici, dove l'intensità d'espressione, la brevità e l'incisività del tratto stanno in perfetto equilibrio con la delicatezza timbrica e la dolcezza poetica e musicale.

"Concerto per Garcia Lorca" di Eugenio Becherucci

“….ho voluto utilizzare i tre elementi che caratterizzano l'intero programma della serata odierna: la chitarra nel ruolo di protagonista, gli archi e le voci, questa volta elaborate elettronicamente.

In questo pezzo convivono parti melodiche con una tessitura armonica di tipo modale, parti improvvisative atonali, in cui di volta in volta vengono utilizzati elementi timbrici caratterizzanti come glissati, pizzicati, rasgueados, e suoni/rumori presi dalla realtà quotidiana. Controparte importante della chitarra è la voce, quando cerca un collegamento ideale con la voce del poeta per arrivare alla "rigenerazione" nella parte finale, o quando si fa "coro" a commento delle fasi salienti del percorso emotivo del brano.”

Reginald Smith-Brindle, compositore inglese, direttore d'orchestra e chitarrista, nato nel 1917. Nella sua vasta produzione musicale ha esplorato i più diversi stili compositivi, dalla tonalità all'alea, alla dodecafonia. Le sue 60 e più opere per chitarra hanno dato un grande contributo al repertorio dello strumento nel 20° secolo.

"El polifemo de Oro", del 1956, è un brano ispirato alla celebre "Adivinanza de la guitarra" di Garcia Lorca. L'opera è divisa in quattro brevi movimenti costruiti in stile dodecafonico, ma in essa si ravvisa una forte componente di lirismo melodico e un onnipresente richiamo a centri armonici ricorrenti, tanto da far pensare ad un uso della tonalità allargata.


email: info@newtonfest.net
 

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