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Un sorprendente
ed entusiasmante percorso dentro il corpo e l'anima della chitarra,
corto circuito tra musica e poesia, letteratura, filosofia, in cui
l'icona del "virtuoso classico" è completamente superata perchè
Arturo Tallini ed Eugenio
Becherucci diventano attori, mimi, cantanti, percussionisti...
Anche l'approccio alla chitarra è rivoluzionato: qui la sperimentazione
tecnico-espressiva è volta a produrre sonorità inaudite. Suoni inauditi
dunque, nuovi ma anche assurdi, sorprendenti, meravigliosi.
Ultima
Rara (pop song) - Brano
trasognato e surreale, Ultima Rara prefigura la fine di una storia
d’amore: Sylvano Bussotti,
quasi con atteggiamenti da figura barocca, racconta il dolore, il
trasalimento sospiroso per l’amore finito con Romano Amidei; e il
nome , evocato in vari colori in un acrostico che è anche il titolo
del brano, percorre la lamentosa e forse autoironizzante vicenda
amorosa fra i due. Fra onomatopee e parole che, come un prisma,
significano una cosa indicandone un’altra, (come nel caso di Scordatene!,
in corrispondenza della scordatura della chitarra…), si svolge la
pittura di un dolore forse un po’ svuotato di reale sofferenza ma
autocompiacente e , in fondo, già superato, in una sorta di autoironia
volutamente banale (come nel bicordo di DO minore, suonato in corrispondenza
di uno straziante Raraddio!). Il brano fu scritto nel 1969 e dedicato
al chitarrista a S. Behrend.
Contrasto
per due chitarristi da una lauda di Jacopone da Todi
-
Il brano di Eugenio Becherucci nasce dalla profonda suggestione
avuta dopo la lettura della Lauda di Jacopone. Costruito sulla struttura
del "contrasto" evidenzia nelle due parti strumentali e vocali due
ruoli ben distinti soprattutto dal punto di vista dinamico ed espressivo;
questi si uniscono solo nell'introduzione e nel finale a enunciare
la morale, quanto mai attuale, del componimento poetico.
Salut
für Caudwell - L'opera nasce sullo spunto di
alcune riflessioni compiute da Helmut
Lachenmann sul libro del filosofo marxista inglese Cristopher
Caudwell "Illusione borghese e realtà", del quale condivide, in
particolare, la visione dell'arte e con il suo brano vuole costruire
um omaggio, un "monumento", alle sue parole. Ne scaturisce un vero
e proprio "manifesto": una realizzazione del pensiero espresso dalle
parole di Caudwell. all'ascoltatore attento non sfuggiranno, nel
corso dell'esecuzione di questo brano, alcuni riferimenti alla potente
"aura" dello strumento:tutto quel mondo di suoni che è stato sempre
caratteristico della chitarra e che, in molti casi, ne ha fatto
un vero e proprio fenomeno sociale e culturale. Nella composizione
si possono scorgere gli stereotipi della Spagna (corrida), della
chitarra elettrica, del jazz, dell'intrattenimento, dell'America
latina, degli "amateurs", del virtuosismo e dell'accompagnamento.Quest'aura
non viene però usata dal compositore in modo furbo, per creare un'atmosfera
semimagica o fascinosa: egli ha un profondo rispetto per tutto questo
patrimonio dello strumento e, dalle tecniche portatrici di quest'aura
egli parte con la sua riflessione e le usa per un loro ulteriore
sviluppo e con delle modifiche. Basti pensare come all'interno del
brano le note eseguite con una tecnica riconducibile a quella tradizionale
siano quasi inesistenti. L'autore chiama tutto questo patrimonio
relativo al modo di suonare lo strumento (in senso esecutivo e acustico)
"musikantik". Nella dialettica tra struttura e "musikantik" possiamo
forse giungere ad una comprensione dell'opera; si vedrà infatti
come entrambi gli elementi, l'idiomatico (aura) e lo strutturale,
siano sempre presenti nel brano. Per ultimo citiamo un prestigioso
apprezzamento su questo brano di Lachenmann da un grande del nostro
recente passato, Frank Zappa, che lo definì senza troppi giri di
parole: “ A great piece ”.
PRODUZIONE
E ORGANIZZAZIONE Newton
festival di musiche contemporanee
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